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La prima casa editrice al mondo di Quinta Dimensione
 
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DELLA MUSICA DEVASTAVISTA A 432Hz
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FLY HIGH @432hZ
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EXECUTIVE PRODUCER: Diwakar Sapkota
PIANIST & COMPOSER: Atmajay
GUITARIST: Alessandro Gallo
RECORDING: Digital Lake Studio S.R.L.
RECORDING PRODUCER: Alberto Gallo
EDITING: Alberto Gallo
DESIGN: Atmajay
RECORDED: November 2014 Fondotoce VB, Italy


01. Love all serve all
02. Love is all that is
03. Endless
04. Fly high
05. Fuff
06. Joy
07. Dream drops
08. Be like a flower
09. Why fear when I am here?
    
Come nasce la musica devastavista?
Anni addietro, provai a comporre qualcosa di mio, ma senza ottenere un buon risultato.
Non passò molto per rendermi conto che, in qualità di compositore, facevo pietà.
Decisi, dunque, che la composizione non era il mio forte e abbandonai ogni velleità di comporre un qualsivoglia brano musicale.

Una notte, però, accadde qualcosa d’inaspettato. Mi trovavo in India e mi ero ormai addormentato da un paio d’ore.
Ad un certo punto faccio un sogno lucido, anzi, lucidissimo. Mi ritrovo nella vecchia Londra. È notte e c’è la luna piena.
Sono stranamente su uno dI quei tipici tetti londinesi. Sì, su una di quelle case con le tegole dell'antica Londra, sapete?
Riesco a vedere benissimo il Big Bang. Vedo il fumo di Londra. Oh, il Tamigi che scorre lento, riempiendo il mio cuore di un profondo senso di pace e serenità.
È bellissimo!

Cè una leggera nebbiolina tutt’intorno e l’aria è piacevolmente frizzantina.
Il cielo non è scuro ma, di un blu profondo, quasi surreale.
Riesco a vedere benissimo le stelle che brillano come diamanti appesi su un ramo invisibile.
La luna è come una grande perla, dolcissima che, come una madre, diffonde su tutta la zona la sua luce lattea e morbida, favorendo il dolce dormire dei londinesi ormai ritirati nelle loro case.
Riesco perfino a intravvedere dalle finestre di qualche abitazione il fuoco accesso del camino.
Su ogni tetto ci sono delle lunghe ciminiere fumanti che rendono l’atmosfera circostante ancor più magica.

Poi, però, mi domando: Che cosa ci faccio qui? E come mai mi ritrovo indietro nel tempo?
Che bello però! Mai mi sarei immaginato di ritrovarmi nella Londra di una volta. Mi sembra come se da un momento all’altro dovesse uscire in volo Peter Pan dalla finestra di una di queste case. Lo immagino già librarsi in volo assieme ai suoi compagni verso l’isola che non c’è.
Ah che pace qui. Forse sono nel periodo natalizio.
Non vedo gente camminare. Probabilmente è notte fonda e stanno tutti dormendo.

Ma, aspetta. Intravedo in lontananza dei tipi molto alti vestiti elegantemente. Sembrano indossare un abito da sera.
Oh mio Dio...non credo ai miei occhi! Hanno le ali! Delle ali bellissime! Sono di tutti i colori. Ali bianche, ali grigie, marroncino e verde. Ci sono anche ali azzurre.
Ma chi sono costoro?
Sembrano essere angeli, anche se dall’apparenza sembrano più terrestri o forse esseri umani di qualche altro pianeta o piano d’esistenza. Sono bellissimi.
Vedo che intrattengono un’accesa concitazione. Sono un po’ lontani da me ma, stranamente, posso udire una parte della loro discussione.

Cavolo, ma l’oggetto della loro discussione sono proprio io!
Cosa vorranno mai?
All’improvviso mi è tuto chiaro.
Non si tratta di angeli né, tantomeno, di esseri di un altro pianeta, no!
Sono i Gandharva! Sì, i musicisti celesti!
Nelle sfere più alte d’esistenza ci sono le danzatrici celesti chiamate Apsaras ed anche i musicisti celesti, i Gandhrava, appunto.
Ne avevo sentito parlare, ma non mi sarei mai immaginato di poterli incontrare dal vivo! Che esperienza magica!
La loro discussione procede a ritmo serrato. Ma, fammi sentire, cosa stanno dicendo?
Oh, adesso comprendo. Stanno discutendo concitatamente a chi toccherà darmi l’iniziazione per comporre musica gandharvica.

Ecco, hanno finalmente preso una decisione.
Uno di loro mi si avvicina con un gran sorriso. È bellissimo ed elegantissimo.
Che emozione. Ho il cuore in gola.
Ora l’essere alato è qui, sì, proprio davanti a me.
La mi prima reazione è quella di inginocchiarmi a mani giunte.
Lacrime di gioia scendono dai mei occhi.
L’essere non dice nulla. Mi fa un gran sorriso.
Sono impietrito da tanta bellezza angelica.

Poi, all’improvviso, apre lentamente le sue ali bianche. Vedo luce dappertutto. Che meraviglia. Queste ali bianchissime aperte a mo’ di ventaglio che fanno da contrasto con il cielo color zaffiro e il suo vestito nero. Sono esterrefatto!
Ora delicatamente il gandharva pone la sua mano sulla mia fronte. Ne sento il calore e l’amore che da essa emana.
Il centro del suo palmo tocca la mia fronte e le restanti dita s’appoggiano delicatamente sulla mia testa.

Posso sentire il tocco vellutato della sua mano.
Mi sento investito di un amore pari a quello di mille madri.
Una luce soffusa mi attraversa tuto il corpo. La sensazione è bellissima, ineffabile da lasciare senza fiato.

All’improvviso, purtroppo, mi sveglio. Mi ritrovo seduto sul letto, ma avverto ancora i suoni e l’atmosfera londinese di quello che mi sembra essere stato un viaggio astrale nel tempo.
Avrei voluto che quell’incontro astrale non finisse mai.
La cosa formidabile è che avverto ancora il calore di quella mano angelica sulla mia fronte.

Mi alzo. Vedo che è l’una di notte.
Mi avvicino al pianoforte.
Un amico che dormiva nella camera adiacente si sveglia e mi domanda: <<Cosa stai facendo?>>
<<Zitto, zitto>>, gli faccio, <<Lasciami fare, non preoccuparti>>.
E lui: <<Guarda che è l’una del mattino, se suoni il pianoforte adesso, svegli tutti!>>.
Ed io: <<No, non ti preoccupare, suonerò in sordina, torna a dormire>>.

Fortunatamente il mio amico non è riuscito ad interrompere quello che mi stavo accingendo a fare.
Ecco, apro il pianoforte digitale. Abbasso il volume al minimo. Scelgo il suono dell’arpa celtica perché è più soave e non dovrebbe disturbare chi dorme.
Le mie mani cominciano a volare, spinte da un’energia invisibile, quasi come se avessero una volontà propria.
Non so nemmeno che cosa stia facendo lì seduto all’una del mattino davanti al mio pianoforte.
Non oppongo resistenza alcuna. Lascio che tutto si compia.

Ed ecco la magia: man mano che le mie mani procedono sulla tastiera, comincia ad uscire una musica celestiale.
L’ascolto come se la stessi ascoltando alla radio.
Non mi rendo conto che sono le mie mani a produrla. Resto incantato.
Non avevo mai udito in tutta la mia vita una musica così profonda.
Note semplici che toccano il cuore.
Nell’ascoltarla provo la stessa sensazione di stupore che provavo quando stavo inginocchiato al gandharva pochi minuti fa.

Ma che musica è?
Come farò a trovarne o produrne altra simile?
Questo è un miracolo!
È davvero un miracolo!
Perché avete scelto me?
Perché proprio io?
Ed una voce in lontananza: <<E perché no?>>
Chi è? Chi sei? Fatti vedere, fatti riconoscere!
<<Va e rendi felici gli abitanti della Terra con la tua nuova musica>>.

Oddio, e adesso?
A chi lo racconto?
A nessuno! Almeno fino a quando non sentirò che sarà il momento giusto per farlo.
Quando arriverà quel momento?
Ho solo un brano.
Una musica celestiale che però potrebbe restare l’unica di tutta la mia vita.

Invece, la favola continua.
Dopo quel primo brano d’assoluta ed ineffabile bellezza, ne sono usciti tantissimi uno più bello dell’altro.
Non mi sono mai dovuto sedere a tavolino e “pensare” la mia musica.
La mia mente non è mai intervenuta nel processo compositivo. A dire il vero, non esiste alcun processo compositivo nella musica devastavista: gli accordi, la melodia e le varie sequenza non vengono studiati né calcolo alcuno vien effettuato. Non vengono rispettate le regole canoniche della composizione. Tuto accade. Sì, come la prima volta. Sento una spinta che parte dal centro del cuore. Non odo nulla, tranne che quella spinta irrefrenabile che mi porta a sedermi di fronte al pianoforte.
Dopodiché io non ci sono più.
Pongo le mani sulla tastiera e in due minuti di orologio ecco manifestarsi un brano devastavista in tutta la sua magnificenza e splendore.

Da quel momento in poi, ringrazio tutti i giorni della mia vita per questa opportunità meravigliosa, soprattutto perché ora posso condividerla con tutti i miei fratelli, amici e compagni di viaggio sull’astronave Terra.

I brani composti fino ad oggi hanno tutti le stesse caratteristiche. La prima e fondamentale, direi, è proprio il fatto che vengono eseguiti alla frequenza curativa di 432Hz.
In tal mondo si entra in contatto con la parte più profonda di se stessi. La propria anima e non solo.
Nel momento in cui si ascolta musica a 432Hz, si entra in contatto con madre Natura. Si diventa tutt'uno con il canto degli uccelli, dei grilli, dei delfini e delle balene.

Si diventa tutt'uno con Madre Terra.
La musica a 432Hz fa danzare tutte le cellule del nostro corpo. Ciò è stato osservato scientificamente.
Un’altra caratteristica della musica devastavista è che non scende mai di tono. Con tono qui non intendo tono musicale, ma tono energetico. Se ascoltate vari brani che ci sono in giro, ben presto vi renderete conto che la melodia principale è bella ma, a volte, la parte musicale che la precede o che segue non vanno. Producono nell’ascoltatore un effetto energetico calante.

La musica devastvista, invece, resta sempre alta. Non ci sono cadute di tono energetico ed è piacevole tutta, dall’inizio alla fine.
Inoltre, v’accorgerete che più la si ascolta e più la musica devastavista attrae e piace. Non ci si stanca mai, come accade, invece, con un brano qualsiasi, no!
Io personalmente sono anni che ascolto i brani devastavisti e non sono per niente stanco. M’accompagnano attraverso tutte le fasi della mia vita, aiutandomi spesso nei momenti più difficili.

Dopo che ho fatto ascoltare a qualche amico per la prima volta la musica devastavista, l’espressione che ho riscontrato ripetersi più spesso è la seguente: <<Adesso, io voglio ascoltare solo questa musica! Non mi va di sentire nient’altro!>>.
Presto, anche voi capirete il perché di tale affermazione.
Perché si chiama musica devastavista?

Perché fa capo alla nuovissima scuola di pensiero del Terzo millennio da me creata sotto la guida di Satya Sai Baba - Avatar del Kaliyuga -  e denominata da Lui stesso Devastavismo®.
Il Devastavismo® è l’arte di devastare, appunto, attraverso Amore e Conoscenza, tutto ciò che sta impedendo la tanto attesa Età dell’Oro di manifestarsi visibilmente una volta per tutte.

Il termine Devastavismo® può sembrare, a prima vista, un po’ forte e, di fatto, lo è, ma non nell’accezione negativa del termine.
Il devastavismo®, nell’accezione più pura del termine, è da intendersi come mezzo atto a spezzare il ristagno che attualmente sta impedendo a tutta l’umanità di godere appieno dell’Era d’Oro a cui è inesorabilmente destinata.

Parlare dettagliatamente dell’Età dell’Oro esula da questo contesto ed è argomento profondamente trattato negli incontri organizzati dalla S.O.T.—The School Of Transition® da me fondata con il precipuo scopo di aiutare tutto il genere umano a transitare, appunto, dall’attuale terza dimensione - 3D -  tuta odio, guerre e separazione, alla Quinta, o 5D che dir si voglia, tutt'Amore Incondizionato, Pace Suprema ed Unità.

Là dove non arrivano le parole, arriva la musica.

Il termine Devastavismo®, pensate, è l’unico termine che si può applicare all’Amore Divino Incondizionato ed Universale. Non si può dire, di fatto, un amore distruttivo, tuttavia, si può certamente dire un amore devastante!

Ecco, è proprio a questo tipo d’Amore Infinito ed Incondizionato al quale il termine Devastavismo® si riferisce ed è proprio questa la chiave di volta che permetterà all’Età dell’Oro di manifestarsi una  volta per tutte: il cuore di ogni essere umano che sprigiona Amore Universale che io abbrevio con la sigla AU (che, manco a farlo apposta, è la formula con cui viene indicato l’oro - ma va’ - nella tavola periodica degli elementi).
Eccovi spiegato il termine musica devastavista.


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CARATTERISTICHE PRINCIPALI

DELLA MUSICA DEVASTAVISTA

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1. Eseguita sempre e solo a 432Hz
2. Sempre canalizzata e mai creata a tavolino
3. Di derivazione gandharvica e, dunque, connessa con le sfere celesti
4. Non scende mai di tono energetico
5. Sempre collegata con il cuore spirituale dell’uomo
6. Funge da ponte per agevolare il passaggio dalla 3D alla 5D
7. Agisce inosservata sul sistema nervoso, sulla mente e sui corpi sottili dell’uomo
8. Energizza l’ambiente circostante
9. Ti riallinea con la frequenza della Madre Terra
10. Non stanca mai. Risulta sempre nuova e sempre fresca
11. Altamente antidepressiva, ansiolitica e anti panico
12. Fortemente odiata dalle entità basse
13. Avvicina i gandharva ottenendo una speciale protezione dalle sfere celesti
14. Dal forte potere trasmutativo
15. Riattiva i poteri psichici latenti nell’uomo
16. Aiuta a ricreare l’Età dell’Oro a partire dall’interno di noi stessi
17. Non ci sono mai brani tristi o che ispirano tristezza
18. La musica devastavista è sostenuta, voluta e supportata dalle sfere angeliche


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